Il 13 giugno 1917 a Fatima, verso le 11, Lucia, Francesco e Giacinta si trovano alla Cova da Iria come voluto dalla Madonna; e, tutti assieme, recitano il rosario. Continuiamo il racconto con le paro…

Il 13 giugno 1917 a Fatima, verso le 11, Lucia, Francesco e Giacinta si trovano alla Cova da Iria come voluto dalla Madonna; e, tutti assieme, recitano il rosario.
Continuiamo il racconto con le parole di Suor Lucia:
“Dopo aver recitato il rosario con Giacinta e Francesco, e con le altre persone che erano presenti, vidi nuovamente il riflesso della luce che si avvicinava (e che noi chiamavamo lampo) e, poi, la Madonna sul leccio, esattamente come nel mese di maggio.
– Che cosa volete da me? Le chiesi.
– “Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che recitiate il rosario tutti i giorni (..) “I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi dei progetti di misericordia.”
– Vorrei chiedervi di condurci in cielo.
– “Sì, Giacinta e Francesco ve li condurrò molto presto, ma tu, ma tu resterai qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi praticherà questa devozione io prometto la salvezza, queste anime saranno predilette da Dio, come fiori posti da Me per ornare il suo trono.”

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Il modo con cui Dio promulgò la Legge sul Sinai mostra con chiarezza l’eccellenza di questa sublime pratica. San Domenico di Guzman, Fondatore dei Frati Predicatori, i Domenicani, ispirato dallo Spirito Santo, istruito dalla Santa Vergine e dalla sua personale esperienza, fin che visse predicò il Santo Rosario, dono a lui di Maria, con l’esempio e con la parola, nelle città e nelle campagne, ai grandi e ai piccoli, ai sapienti e agli ignoranti, ai cattolici ed agli eretici. Il Santo Rosario, ch’egli recitava ogni giorno, era la sua preparazione alla predica e il suo appuntamento dopo la predicazione.
A Lourdes e a Fatima, la Madonna è apparsa per raccomandarci in special modo la recita del Rosario. Nel 1212 San Domenico, durante la sua permanenza a Tolosa, dal racconto del beato Alano della Rupe, ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del rosario, come richiesta ad una sua preghiera per combattere l’eresia albigese senza violenza. Da allora il rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche. Secondo il racconto del Beato Alano della Rupe, nel 1213-1214 San Domenico, mentre predicava in Spagna con il suo confratello fra Bernardo, venne rapito dai pirati. La notte dell’Annunciazione di Maria Santissima (25 marzo) una tempesta stava facendo naufragare la nave su cui si trovavano con i pirati, quando la Madonna disse a San Domenico che l’unica salvezza dalla morte certa per l’equipaggio era dire sì alla sua Confraternita del Rosario. Essi accettarono e il mare si calmò: secondo questo racconto furono dunque i pirati i primi membri della Casa di Maria che è la Confraternita.

“A Lourdes Ella Stessa teneva tra le mani un bel Rosario, mentre Bernadette recitava l’Ave Maria. A Fatima, in ciascuna delle apparizioni, la Madonna raccomandava la recita del Rosario, specialmente durante l’ultima apparizione, quando presentò Se Stessa come “la Signora del Rosario”.
E’ veramente di fondamentale importanza che la Madonna ci abbia donato il Rosario. Quando parlò a Fatima della salvezza dei peccatori, della rovina delle anime all’inferno, delle guerre e del futuro della nostra epoca, la Madonna indicò e raccomandò il Rosario come la preghiera che salvifica.
Suor Lucia di Fatima ci dice, in breve, che “nella nostra epoca la Beata Vergine ha donato ulteriore efficacia al Santo Rosario, così che non vi è alcun problema, sia esso materiale o spirituale, nazionale o internazionale, che non possa essere risolto col Rosario e con i nostri sacrifici.”
Tutte le preghiere, la conoscenza e l’amore di Santa Bernadette sembravano consistere nel Rosario. Sua sorella Antoinette disse: “Bernadette non faceva nient’altro che pregare, e non conosceva nient’altro da dire all’infuori del Rosario.”


Il Rosario è una preghiera evangelica, Cristologica e contemplativa, in compagnia della Madonna. (Marialis Cultus, 44-47.) La preghiera e la supplica che costituiscono l’Ave Maria, spingono la mente verso la contemplazione del presente mistero del Rosario.
Il Rosario può essere recitato con la stessa efficacia per strada, o ai piedi dell’altare. Quando la mente si rivolge in raccoglimento a Maria, questo appaga la Madonna a prescindere che ci si trovi in chiesa o su di un treno, che si stia camminando o si stia volando in aereo.
E’ possibile mai non riuscire a trovare durante la nostra giornata almeno un quarto d’ora da dedicare alla Madonna, offrendole il Rosario? Il Rosario può essere recitato ovunque, in qualunque momento, con chiunque, senza libri o cerimonie, ad alta voce o in silenzio.
La vera devozione al Rosario e al Cuore Immacolato di Maria ci garantisce la salvezza. Anche la Madonna ha detto che le anime devote al Rosario ed al Suo Cuore Immacolato saranno scelte dal Signore “come fiori da Me posti per adornare il Suo Trono” (1).

Note
1. dalle meditazioni sul Rosario di Padre Stefano Manelli

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In nomine Patri + et Filii + et Spiritus Sancti +

Deus, in adiutorium meum intende.
Domine, ad adiuvandum me festina.
Dio, vieni a salvarmi;
Signore, vieni presto in mio aiuto!

V. Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo,
R. sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.
(O Gesù mio, perdona le nostre, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia).

Symbolum Apostolorum
Credo in Deum Patrem omnipotentem, Creatorem caeli et terrae.
Et in Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum, qui conceptus est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, crucifixus, mortuus, et sepultus, descendit ad infernos, tertia die resurrexit a mortuis, ascendit ad caelos, sedet ad dexteram Dei Patris omnipotentis, inde venturus est iudicare vivos et mortuos.
Credo in Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam catholicam, sanctorum communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem et vitam aeternam. Amen

Misteri Gaudiosi (lunedì, giovedì)

Primum Mysterium Gaudii. Annuntiatio.
In mense autem sexto missus est angelus Gabriel a Deo in civitatem Galilaeae, cui nomen Nazareth, ad virginem desponsatam viro, cui nomen erat Ioseph de domo David, et nomen virginis Maria. Et ingressus ad eam dixit: “Ave, gratia plena, Dominus tecum”.
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. (Lc 1,26-38)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.
Panem nostrum quotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo. Amen.

10 Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum;
benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

V. Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo,
R. sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.
(O Gesù mio, perdona le nostre, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia).

Secundum Mysterium Gaudii. Visitatio.
Exsurgens autem Maria in diebus illis abiit in montana cum festinatione in civitatem Iudae et intravit in domum Zachariae et salutavit Elisabeth. Et factum est ut audivit salutationem Mariae Elisabeth, exsultavit infans in utero eius, et repleta est Spiritu Sancto Elisabeth et exclamavit voce magna et dixit: “Benedicta tu inter mulieres, et benedictus fructus ventris tui. Et unde hoc mihi, ut veniat mater Domini mei ad me? Ecce enim ut facta est vox salutationis tuae in auribus meis, exsultavit in gaudio infans in utero meo. Et beata, quae credidit, quoniam perficientur ea, quae dicta sunt ei a Domino”.
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. (Lc 1,39-45)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria, Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Tertium Mysterium Gaudii. Nativitas Domini nostri Iesu Christi +
“Factum est autem in diebus illis exiit edictum a Caesare Augusto, ut describeretur universus orbis. Haec descriptio prima facta est praeside Syriae Quirino. Et ibant omnes, ut profiterentur, singuli in suam civitatem. Ascendit autem et Ioseph a Galilaea de civitate Nazareth in Iudaeam in civitatem David, quae vocatur Bethlehem, eo quod esset de domo et familia David, ut profiteretur cum Maria desponsata sibi, uxore praegnante. Factum est autem cum essent ibi, impleti sunt dies, ut pareret, et peperit filium suum primogenitum; et pannis eum involvit et reclinavit eum in praesepio, quia non erat eis locus in deversorio”
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. (Lc 2,1-7)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria, Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quartum Mysterium Gaudii. Praesentatio.
“Et postquam impleti sunt dies purgationis eorum secundum legem Moysis, tulerunt illum in Hierosolymam, ut sisterent Domino, sicut scriptum est in lege Domini: “Omne masculinum adaperiens vulvam sanctum Domino vocabitur”, et ut darent hostiam secundum quod dictum est in lege Domini: par turturum aut duos pullos columbarum”
“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore” (Lc 2,22-24)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria,Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quintum Mysterium Gaudii. Inventio in Templo.
“Et ibant parentes eius per omnes annos in Ierusalem in die festo Paschae. Et cum factus esset annorum duodecim, ascendentibus illis secundum consuetudinem diei festi, consummatisque diebus, cum redirent, remansit puer Iesus in Ierusalem, et non cognoverunt parentes eius. Existimantes autem illum esse in comitatu, venerunt iter diei et requirebant eum inter cognatos et notos et non invenientes regressi sunt in Ierusalem requirentes eum. Et factum est post triduum invenerunt illum in templo sedentem in medio doctorum, audientem illos et interrogantem eos; stupebant autem omnes, qui eum audiebant, super prudentia et responsis eius. Et videntes eum admirati sunt, et dixit Mater eius ad illum: “Fili, quid fecisti nobis sic? Ecce pater tuus et ego dolentes quaerebamus te”. Et ait ad illos: “Quid est quod me quaerebatis? Nesciebatis quia in his, quae Patris mei sunt, oportet me esse?”. Et ipsi non intellexerunt verbum, quod locutus est ad illos”.
“I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini”. (Lc 2,41-50)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria, Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.


Misteri Dolorosi (martedì, venerdì)

Primum Mysterium Doloris. Agonia in Horto.
Et egressus ibat secundum consuetudinem in montem Olivarum; secuti sunt autem illum et discipuli. Et cum pervenisset ad locum, dixit illis: “Orate, ne intretis in tentationem”. Et ipse avulsus est ab eis, quantum iactus est lapidis, et, positis genibus, orabat dicens: “Pater, si vis, transfer calicem istum a me; verumtamen non mea voluntas sed tua fiat”. Apparuit autem illi angelus de caelo confortans eum. Et factus in agonia prolixius orabat. Et factus est sudor eius sicut guttae sanguinis decurrentis in terram.
Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.
(Lc 22,39-44)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Secundum Mysterium Doloris. Flagellatio.
Tunc ergo apprehendit Pilatus Iesum et flagellavit.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. (Gv. 19,1)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Tertium Mysterium Doloris. Coronatio Spinis.
Et milites, plectentes coronam de spinis, imposuerunt capiti eius et veste purpurea circumdederunt eum; et veniebant ad eum et dicebant: “ Ave, rex Iudaeorum! ”, et dabant ei alapas. Et exiit iterum Pilatus foras et dicit eis: “ Ecce adduco vobis eum foras, ut cognoscatis quia in eo invenio causam nullam ”. Exiit ergo Iesus foras, portans spineam coronam et purpureum vestimentum. Et dicit eis: “ Ecce homo! ”
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: “Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”. Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: “Ecco l’uomo!”. (Gv. 19,2-3)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quartum Mysterium Doloris. Baiulatio Crucis.
Et baiulans sibi crucem exivit in eum, qui dicitur Calvariae locum, quod Hebraice dicitur Golgotha, ubi eum crucifixerunt et cum eo alios duos hinc et hinc, medium autem Iesum. Scripsit autem et titulum Pilatus et posuit super crucem; erat autem scriptum: “ Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum ”.
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei” (Gv.19,17-19)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quintum Mysterium Doloris. Crucifixio et Mors.
Stabant autem iuxta crucem Iesu mater eius et soror matris eius, Maria Cleopae, et Maria Magdalene. Cum vidisset ergo Iesus matrem et discipulum stantem, quem diligebat, dicit matri: “ Mulier, ecce filius tuus ”. Deinde dicit discipulo: “ Ecce mater tua ”. Et ex illa hora accepit eam discipulus in sua. Post hoc sciens Iesus quia iam omnia consummata sunt, ut consummaretur Scriptura, dicit: “ Sitio ”. Vas positum erat aceto plenum; spongiam ergo plenam aceto hyssopo circumponentes, obtulerunt ori eius. Cum ergo accepisset acetum, Iesus dixit: “ Consummatum est! ”. Et inclinato capite tradidit spiritum.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.
E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò (Gv.19,25-30)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.


Misteri Gloriosi (mercoledì, sabato e domenica)

Primum Mysterium Gloriae. Resurrectio.
Sero autem post sabbatum, cum illucesceret in primam sabbati, venit Maria Magdalene et altera Maria videre sepulcrum. Et ecce terrae motus factus est magnus: angelus enim Domini descendit de caelo et accedens revolvit lapidem et sedebat super eum. Erat autem aspectus eius sicut fulgur, et vestimentum eius candidum sicut nix. Prae timore autem eius exterriti sunt custodes et facti sunt velut mortui. Respondens autem angelus dixit mulieribus: “Nolite timere vos! Scio enim quod Iesum, qui crucifixus est, quaeritis. Non est hic: surrexit enim, sicut dixit. Venite, videte locum, ubi positus erat. Et cito euntes dicite discipulis eius: “Surrexit a mortuis et ecce praecedit vos in Galilaeam; ibi eum videbitis”. Ecce dixi vobis”.
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto”. (Mt 28,1-7)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Secundum Mysterium Gloriae. Ascensio.
Et cum haec dixisset, videntibus illis, elevatus est, et nubes suscepit eum ab oculis eorum. Cumque intuerentur in caelum eunte illo, ecce duo viri astiterunt iuxta illos in vestibus albis, qui et dixerunt: “Viri Galilaei, quid statis aspicientes in caelum? Hic Iesus, qui assumptus est a vobis in caelum, sic veniet quemadmodum vidistis eum euntem in caelum”.
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. (Act 1,9-11)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Tertium Mysterium Gloriae. Descensus Spiritus Sancti.
Et cum compleretur dies Pentecostes, erant omnes pariter in eodem loco. Et factus est repente de caelo sonus tamquam advenientis spiritus vehementis et replevit totam domum, ubi erant sedentes. Et apparuerunt illis dispertitae linguae tamquam ignis, seditque supra singulos eorum; et repleti sunt omnes Spiritu Sancto et coeperunt loqui aliis linguis, prout Spiritus dabat eloqui illis.
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;
ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. (Act 2,1-4)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quartum Mysterium Gloriae. Assumptio Beatae Mariae Virginis.
Et ait Maria: “ Magnificat anima mea Dominum, et exsultavit spiritus meus in Deo salvatore meo, quia respexit humilitatem ancillae suae. Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes, quia fecit mihi magna, qui potens est, et sanctum nomen eius..”
Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome…” (Lc.1,46-49)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quintum Mysterium Gloriae. Coronatio Beatae Mariae Virginis.
Et signum magnum apparuit in caelo: mulier amicta sole, et luna sub pedibus eius, et super caput eius corona stellarum duodecim.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. (Apc 12,1)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Misteri della Luce (giovedì – introdotti da San Giovanni Paolo II – questi Misteri sono facoltativi nel senso che la Corona del Rosario resta affermata nelle sue 15 poste ordinarie. Questi Misteri non sono un “nuovo Rosario”! Chi riuscisse ad inserirli nella recita quotidiana farà un buon lavoro per se stesso e per gli altri. Questi Misteri non sono “obbligatori” come del resto non è obbligatorio il Rosario, non lo possiamo imporre, ma il Rosario in se è dono di Maria Santissima verso il quale tutti i Sommi Pontefici hanno avuto grandi parole e pensieri di finissima teologia e poesia, raccomandandolo specialmente nei momenti difficili, perciò sarebbe bene se esercitassimo la volontà nostra nel prendere questa Corona benedetta usandola ogni giorno.)

Primum Mysterium Lucis. Baptisma Domini nostri Iesu Christi.
Tunc venit Iesus a Galilaea in Iordanem ad Ioannem, ut baptizaretur ab eo. Ioannes autem prohibebat eum dicens: “Ego a te debeo baptizari, et tu venis ad me?”. Respondens autem Iesus dixit ei: “Sine modo, sic enim decet nos implere omnem iustitiam”. Tunc dimittit eum. Baptizatus autem Iesus, confestim ascendit de aqua; et ecce aperti sunt ei caeli, et vidit Spiritum Dei descendentem sicut columbam et venientem super se. Et ecce vox de caelis dicens: “Hic est Filius meus dilectus, in quo mihi complacui”.
In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. (Mt 3,13-17)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Secundum Mysterium Lucis. Nuptiae Canenses.
“Et die tertio nuptiae factae sunt in Cana Galilaeae, et erat mater Iesu ibi; vocatus est autem et Iesus et discipuli eius ad nuptias. Et deficiente vino, dicit mater Iesu ad eum: “Vinum non habent”. Et dicit ei Iesus: “Quid mihi et tibi, mulier? Nondum venit hora mea”. Dicit mater eius ministris: “Quodcumque dixerit vobis, facite”. Erant autem ibi lapideae hydriae sex positae secundum purificationem Iudaeorum, capientes singulae metretas binas vel ternas. Dicit eis Iesus: “Implete hydrias aqua”. Et impleverunt eas usque ad summum. Et dicit eis: “Haurite nunc et ferte architriclino”. Illi autem tulerunt. Ut autem gustavit architriclinus aquam vinum factam et non sciebat unde esset, ministri autem sciebant, qui haurierant aquam, vocat sponsum architriclinus et dicit ei: “Omnis homo primum bonum vinum ponit et, cum inebriati fuerint, id quod deterius est; tu servasti bonum vinum usque adhuc”. Hoc fecit initium signorum Iesus in Cana Galilaeae et manifestavit gloriam suam, et crediderunt in eum discipuli eius”
“Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv. 2,1-11)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Tertium Mysterium Lucis. Proclamatio Regni Dei.
Postquam autem traditus est Ioannes, venit Iesus in Galilaeam praedicans evangelium Dei et dicens: “Impletum est tempus, et appropinquavit regnum Dei; paenitemini et credite evangelio”.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”. (Mc 1,14-15)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quartum Mysterium Lucis. Transfiguratio.
Factum est autem post haec verba fere dies octo, et assumpsit Petrum et Ioannem et Iacobum et ascendit in montem, ut oraret. Et facta est, dum oraret, species vultus eius altera, et vestitus eius albus, refulgens. Et ecce duo viri loquebantur cum illo, et erant Moyses et Elias, qui visi in gloria dicebant exodum eius, quem completurus erat in Ierusalem. Petrus vero et qui cum illo gravati erant somno; et evigilantes viderunt gloriam eius et duos viros, qui stabant cum illo. Et factum est cum discederent ab illo, ait Petrus ad Iesum: “Praeceptor, bonum est nos hic esse; et faciamus tria tabernacula: unum tibi et unum Moysi et unum Eliae”, nesciens quid diceret. Haec autem illo loquente, facta est nubes et obumbravit eos; et timuerunt intrantibus illis in nubem. Et vox facta est de nube dicens: “Hic est Filius meus electus; ipsum audite”.
Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. (Lc 9,28-35)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.

Quintum Mysterium Lucis. Institutio Eucharistiae.
“Et ait illis: “ Desiderio desideravi hoc Pascha manducare vobiscum, antequam patiar. Dico enim vobis: Non manducabo illud, donec impleatur in regno Dei ”. Et accepto calice, gratias egit et dixit: “ Accipite hoc et dividite inter vos. Dico enim vobis: Non bibam amodo de generatione vitis, donec regnum Dei veniat ”. Et accepto pane, gratias egit et fregit et dedit eis dicens: “ Hoc est corpus meum, quod pro vobis datur. Hoc facite in meam commemorationem ”. Similiter et calicem, postquam cenavit, dicens: “ Hic calix novum testamentum est in sanguine meo, qui pro vobis funditur”
“e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. E preso un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio”. Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi” (Lc.22,15-20)

Brevis mora cogitationis.

Pater Noster, 10 Ave Maria (mysterium meditantes), Gloria Patri.

O mi Iesu, dimitte nobis debita nostra, libera nos ab igne inferni, deduc in cælum omnes animas, præsertim illas quæ maxime indigent misericordia tua.


Al termine di ogni Corona del Rosario, si concluda così:

Salve Regina, mater misericordiae, vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
Ad Te clamamus exsules filii Hevae. Ad Te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle. Eia, ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte. Et Iesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exsilium ostende. O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.

Un Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri secundum Pontificis mentem

LITANIE LAURETANE

Sono le più antiche, formatesi lentamente. Nel 1587 furono approvate ufficialmente da Sisto V, il quale eresse la Diocesi di Loreto e ne fece costruire la facciata del Santuario. Lungo i secoli, secondo i bisogni della Chiesa e lo sviluppo dottrinale del Magistero, sono state aggiunte altre invocazioni. L’ultima “Regina della famiglia” è stata inserita per espressa volontà di Giovanni Paolo II, “Regina della Pace” fu aggiunta da Benedetto XV per porre fine alla guerra mondiale.

Queste Litanie sono una miniera inesauribile di potenti stimoli per la riflessione e la pietà popolare verso Maria.

Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.
Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Pater de caelis, Deus, miserere nobis.
Fili, Redemptor mundi, Deus, miserere nobis.
Spiritus Sancte, Deus, miserere nobis.
Sancta Trinitas, unus Deus, miserere nobis.
Sancta Maria, ora pro nobis.
Sancta Dei Genetrix, ora pro nobis.
Sancta Virgo virginum, ora pro nobis.

Mater Christi, ora pro nobis.
Mater Ecclesiae, ora pro nobis.
Mater divinae gratiae, ora pro nobis.
Mater purissima, ora pro nobis.
Mater castissima, ora pro nobis.
Mater inviolata, ora pro nobis.
Mater intemerata, ora pro nobis.
Mater amabilis, ora pro nobis.
Mater admirabilis, ora pro nobis.
Mater boni consilii, ora pro nobis.
Mater Creatoris, ora pro nobis.
Mater Salvatoris, ora pro nobis.
Virgo prudentissima, ora pro nobis.
Virgo veneranda, ora pro nobis.
Virgo praedicanda, ora pro nobis.
Virgo potens, ora pro nobis.
Virgo clemens, ora pro nobis.
Virgo fidelis, ora pro nobis.
Speculum iustitiae, ora pro nobis.
Sedes sapientiae, ora pro nobis.
Causa nostrae laetitiae, ora pro nobis.
Vas spirituale, ora pro nobis.
Vas honorabile, ora pro nobis.
Vas insigne devotionis, ora pro nobis.
Rosa mystica, ora pro nobis.
Turris Davidica, ora pro nobis.
Turris eburnea, ora pro nobis.
Domus aurea, ora pro nobis.
Foederis arca, ora pro nobis.
Ianua coeli, ora pro nobis.
Stella matutina, ora pro nobis.
Salus infirmorum, ora pro nobis.
Refugium peccatorum, ora pro nobis.
Consolatrix afflictorum, ora pro nobis.
Auxilium Christianorum, ora pro nobis.
Regina Angelorum, ora pro nobis.
Regina Patriarcharum, ora pro nobis.
Regina Prophetarum, ora pro nobis.
Regina Apostolorum, ora pro nobis.
Regina Martyrum, ora pro nobis.
Regina Confessorum, ora pro nobis.
Regina Virginum, ora pro nobis.
Regina Sanctorum omnium, ora pro nobis.
Regina sine labe originali concepta, ora pro nobis.
Regina in caelum assumpta, ora pro nobis.
Regina sacratissimi Rosarii, ora pro nobis.
Regina familiae, ora pro nobis.
Regina pacis, ora pro nobis.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, interveni pro clero, intercedite pro omnibus mulieribus et quot sunt uxores et matres; sentiant omnes tuum iuvamen quicumque celebrant tuum sanctum patrocinium.
Maria Santissima, soccorri i poveri, aiuta i meschini, conforta i dolenti, prega per il popolo, intervieni per il clero, intercedete per tutte le donne e quante sono spose e madre; sentano tutti il tuo aiuto e quanti celebrano il tuo santo patrocinio.

R. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix,
V. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus
Concede nos famulos tuos, quaesumus, Domine Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere: et, gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione, a praesenti liberari tristitia, et aeterna perfrui laetitia. Per Christum Dominum nostrum. Amen.
Concedi a noi tuoi servi, ti preghiamo, Signore Dio, di godere perpetua salute della m

ente e del corpo: e, per la gloriosa intercessione della beata Maria sempre Vergine, di essere liberati dal dolore presente e di godere della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix; nostras deprecationes ne dispicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.
Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta…

V. Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Per le necessità della Chiesa e dello Stato:
Pater noster…. Ave Maria… Gloria Patri et Filio et…

Per la Persona e le intenzioni del Vescovo di questa Diocesi:
Pater noster, qui es….Ave Maria, gratia plena…Gloria Patri et Filio et…

Per il Ministero Petrino del Sommo Pontefice regnante e l’acquisto delle Sante Indulgenze associate al Rosario:
Pater noster, qui es….Ave Maria, gratia plena…Gloria Patri et Filio et…

Requiem aeternam dona eis Dómine: et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. (3 volte)
Amen.

Angele Dei, qui custos es mei, me tibi commissum pietate superna, illumina, custodi, rege, et guberna. Amen.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio, contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio. Gli comandi Iddio, supplichevoli ti preghiamo: tu, che sei il Principe della milizia celeste, con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che girano il mondo per portare le anime alla dannazione.
Amen.

Nos cum prole pia, benedicat Virgo Maria
(a tutti noi suoi figli, ci benedica la Vergine Maria)

In nomine Patri + et Filii + et Spiritus Sancti +

INDULGENZE DEL ROSARIO www.santorosario.net/images/pixel.gif" width="1" height="1" border="0" />

Manuale delle indulgenze, 17

Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che

1º recita devotamente il Rosario mariano in chiesa od oratorio, oppure in famiglia, in una Comunità religiosa, in una associazione di fedeli e in modo generale quando più fedeli si riuniscono per un fine onesto;

2º si unisce devotamente alla recita di questa preghiera, mentre viene fatta dal Sommo Pontefice, e trasmessa per mezzo della televisione o della radio.

Nelle altre circostanze invece l’indulgenza è parziale.

Il Rosario è una pratica di pietà nella quale alla recita di Ave, Maria, divise in decadi, intercalate dal Padre nostro, si unisce rispettivamente la pia meditazione di misteri della nostra redenzione.

Per l’indulgenza plenaria annessa alla recita del Rosario mariano si stabiliscono queste norme:

a) è sufficiente la recita di cinque decadi; ma devono recitarsi senza interruzione;

b) alla preghiera vocale si deve aggiungere la pia meditazione dei misteri;

c) nella recita pubblica i misteri devono essere enunziati secondo l’approvata consuetudine vigente nel luogo; invece in quella privata è sufficiente che il fedele aggiunga alla preghiera vocale la meditazione dei misteri.

 

Manuale delle indulgenze, norma 20

§ 1. Per ottenere l’indulgenza plenaria, oltre l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere le tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

§ 2. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare una sola indulgenza plenaria.

§ 3. Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta; tuttavia è conveniente che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l’opera.

§ 4. Se manca la piena disposizione o non viene eseguita totalmente l’opera richiesta e non sono poste le tre condizioni, l’indulgenza sarà solamente parziale, salvo quanto è prescritto nelle norme 24 e 25 per gli «impediti».

§ 5. Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Padre nostro ed un’Ave, Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno.

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Ore 6.30- 9.30-11.30

Conosci San Giuseppe? di Padre Ciro
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